Learning From Action – LFA 2020, processi decisionali e assunzioni di responsabilità

Learning From Action – LFA 2020, processi decisionali e assunzioni di responsabilità

Evento a partecipazione limitata

QUESTA 10 EDIZIONE LFA 2020 È STATA ADATTATA ALL’ESPERIENZA DEL COVID 19 ED È UN’EDIZIONE COMPLETAMENTE MADE IN ITALY

I temi focalizzati in questa Working Conference sono: la capacità decisionale e l’assunzione di responsabilità.
È un modello di formazione che offre ai partecipanti un’opportunità di apprendimento diretto attraverso un breve periodo di convivenza in stile comunitario.

Apprendere dall’azione è la metodologia di questa formazione. Ciò significa che si esplorano altri linguaggi oltre quello verbale. Il focus di questa Working Conference è imparare a dare significato alle azioni come costituenti un altro linguaggio che veicola comunicazioni individuali e di gruppo non espresse a livello verbale perché inconsce o ancora poco elaborate per essere mentalizzate.
Questo dare significato all’azione diventa uno strumento di lavoro indispensabile non solo per le dinamiche presenti in qualsiasi gruppo, ma soprattutto per quegli aspetti che normalmente sono difficilmente verbalizzabili.

PREISCRIZIONI SENZA LA NECESSITÀ DI VERSARE CAPARRA (GRATIS) ENTRO 15 settembre E CONFERMA della partecipazione e pagamento ENTRO 1 ottobre

Autori dell'articolo

Luca Mingarelli

Luca Mingarelli

Psychologist, Psychoterapist, Social Entrepreneur, Founder and Director of Therapeutic Communities for Adolescents, President of the Rosa dei Venti not for profit Foundation , Past President of Il Nodo Group, now Associate President and Treasurer, Board member of Mito & Realtà, member of OPUS, board member of the International Network Democratic Therapeutic Communities(INDTC); Founding Member and PastPresident of Stella Polare Association and Co-Director of the Daily Centre for autistic and psychotic children and teenagers, Human Resources Director, Methods Researcher in Music Therapy and Clinical Education.

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Ri-fare comunità nell’era del Covid, tra tutela sanitaria e diritti di cittadinanza

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tra tutela sanitaria e diritti di cittadinanza

Webmeeting su piattaforma Zoom facilmente accessibile, totalmente gratuito e organizzato dal nostro partner Mito & Realtà sull’impatto Covid-19 nelle comunità terapeutiche.

L’evento si terrà il 26 settembre 2020 dalle 13.30 alle 17.00 totalmente in modalità distance.

Interverranno:

M. Vigorelli, R. Quintiliani, M. Benasayag, m. Biaggini, S. Borghetti, M. De Crescente, A. Poddesu e M. Lunardon.

Discussione con interventi brevi, di CT e di residenti, video di CT per minori e della CT il Porto

Per maggiori informazioni contatta:

347.9523441

 

Iscrizione Obbligatoria

II° INCONTRO Dialoghi Comunitari Democratici

II° INCONTRO Dialoghi Comunitari Democratici

I Dialoghi Comunitari Democratici si configurano come occasioni di confronto, a cadenza periodica, tra esperienze nazionali e internazionali di comunità terapeutiche per adulti e per minori, servizi di salute mentale, ecc. sulle pratiche di cura delle persone con sofferenza mentale.

Protagonisti dei dialoghi sono le persone che “abitano” tali contesti (utenti, operatori, familiari). Essi, in uno scambio democratico e solidale, affrontano e raccontano la loro esperienza su temi proposti e sulla vita di comunità per contribuire alla diffusione delle prassi, della cultura e dei valori della democrazia e della dialogicità.

Format: 1 ora e 30 minuti di dialogo comunitario democratico e 30 minuti per interventi liberi e dialogici dei partecipanti.

 

La partecipazione all’evento è gratuita.

Per collegarsi è sufficiente scaricare sul pc o smartphone la piattaforma Cisco Webex (gratuita), cliccare sul link ed inserire la password.

II° INCONTRO

Quando

venerdì 24 luglio alle 10.00.

Facilitatori

Angela D’Agostino ed Angelita Volpe

Comunità in dialogo

DSM San Carlo Borromeo Milano (MI) – Salute Mentale Adulti Prato (PO) – MDSM Caltagirone-Palagonia (CT)

COME PARTECIPARE

Utilizza il link per accedere alla piattaforma:

https://indtc.my.webex.com/indtc.my-it/j.php?MTID=mf11c19533d92ae89a15232cd99e204fe

Password virtual room: dialogo

*eventualmente utilizza questo numero riunione 163 049 1736

Comunità in dialogo

Tematiche II° incontro del 24 luglio

Il dialogo comunitario democratico tra i servizi si centrerà sulle seguenti tematiche:

  • Come il servizio promuove il protagonismo dei pazienti?
  • Come si occupa delle famiglie degli utenti?
  • Come sviluppa l’inclusione socio-lavorativa?
  • Come si prende cura del gruppo dei curanti?
  • Come lavora con le cooperative sociali e con le associazioni del territorio?

Dialoghi Comunitari Democratici

Dialoghi Comunitari Democratici

I Dialoghi Comunitari Democratici si configurano come occasioni di confronto, a cadenza periodica, tra esperienze nazionali e internazionali di comunità terapeutiche per adulti e per minori, servizi di salute mentale, ecc. sulle pratiche di cura delle persone con sofferenza mentale.

Protagonisti dei dialoghi sono le persone che “abitano” tali contesti (utenti, operatori, familiari). Essi, in uno scambio democratico e solidale, affrontano e raccontano la loro esperienza su temi proposti e sulla vita di comunità per contribuire alla diffusione delle prassi, della cultura e dei valori della democrazia e della dialogicità

Format: 1 ora di dialogo comunitario democratico e 30 minuti per interventi liberi e dialogici dei partecipanti.

La partecipazione all’evento è gratuita.

Per collegarsi è sufficiente scaricare sul pc o smartphone la piattaforma Cisco Webex (gratuita), cliccare sul link ed inserire la password.

I° INCONTRO

Quando

giovedì 11 giugno alle 18.00.

Facilitatori

Raffaele Barone e Angelita Volpe

Comunità in dialogo

Gnosis Marino (RM) – Santo Pietro Caltagirone (CT) – 

Lahuen Orvieto (TR)

Come partecipare

Utilizza il link per accedere alla piattaforma:

https://indtc.my.webex.com/indtc.my-it/j.php?MTID=me70a780847c73b2cd300555ad20c8828

Password virtual room: dialogo

*eventualmente utilizza questo numero riunione 952 259 546

Comunità in dialogo

Tematiche I° incontro del 11 giugno:

  • Come la CT esercita i valori e i principi democratici?
  • Come viene sostenuta la partecipazione e la responsabilità personale dei suoi membri?
  • Come viene favorito l’empowerment ed il recovery degli utenti?
  • Vengono svolti gruppi? Quali?
  • Vengono coinvolte le famiglie degli utenti nella vita della comunità? Come?

  • Come vengono prese le decisioni riguardanti la vita della comunità?

  • Sono attivi progetti di inserimento lavorativo per gli utenti?

  • Come la comunità terapeutica è collegata alla comunità locale?

Ambienti abilitanti che curano e comunità locali inclusive

Ambienti abilitanti che curano e comunità locali inclusive

Quando ci riferiamo ad un ambito territoriale politicamente o culturalmente delimitato, come una città, un quartiere, o un qualsiasi altro contesto ambientale di convivenza socio-politica, il concetto di Comunità Locale ci aiuta ad identificare lo spazio mentale e relazionale in cui andare a valutare la qualità ed il livello di salute mentale che lo caratterizzano.

La Comunità Locale rappresenta infatti il contesto relazionale ed il campo mentale su cui intervenire con pratiche di sviluppo sociale, di partecipazione politica, di benessere relazionale, di costruzione, di significato e co-visione, attraverso le quali garantire la qualità della salute mentale di tutti i suoi membri e delle reti sociali che li attraversano. Tali pratiche possono quindi essere considerate come veri e propri interventi di psicoterapia di comunità, così intese perché migliorano la salute mentale di comunità attraverso l’azione di servizi professionali community focused.

Ai due estremi oggi ci sono due tipologie di psichiatria.

L’approccio dominante attuale in ambito sanitario, sia a livello nazionale che internazionale, è quello biomedico e burocratico, tendente ad una logica prestazionale e parcellizzante piuttosto che comunitaria e capace di considerare la persona nella complessità della propria intersoggettività e dei propri bisogni di cura. Essa ha come capisaldi il medico, la diagnosi, la prescrizione farmacologica o comportamentale e il ricovero sia durante la fase acuta che durante la lunga fase di assistenza residenziale. Questo è il modello che nella maggior parte dei casi viene adottato dalle Università in medicina ed in psichiatria.

Questo tipo di psichiatria è potentissima perché tende a semplificare la complessità del nostro lavoro e nasconde tutta una serie di interessi politici, culturali ed economici che passano inosservati. Ci riferiamo agli interessi delle multinazionali farmaceutiche e delle residenze psichiatriche private.

Oggi questa psichiatria neo-istituzionale ha determinato un numero di “ricoverati” nelle residenze uguale e forse maggiore rispetto a quando erano ancora in funzione gli ospedali psichiatrici. Certamente queste strutture sono più moderne, pulite e sicuramente anche più funzionali, ma sono sempre luoghi dove le persone stentano a sviluppare tutte le loro potenzialità. Potremmo riprendere il concetto di Yunus, inventore del micro-credito, il quale sostiene che se un seme viene coltivato in un vaso alla fine diverrà un bonsai; tuttavia se viene coltivato in un terreno libero e fertile diverrà un albero.

Questo tipo di psichiatria presente allo stato attuale e in passato, con tutta probabilità sarà ancora presente in futuro. È ipotizzabile, e in parte si sta già verificando, che in contemporanea a questo tipo di psichiatria se ne stia sviluppando un tipo diverso che noi chiamiamo salute mentale di comunità e ambienti abilitanti.A livello locale è presumibile una convivenza tra le due forme di psichiatria.

La nostra esperienza e riflessione scientifica e culturale ci ha portato oggi a concepire un Servizio di Salute Mentale democratico e dialogico, ispirato ad un codice etico e costituito dai valori di verità, compassione, uguaglianza, libertà, coraggio e responsabilità, ossia le basi delle moderne istituzioni scientifiche e democratiche. I codici etici laici sono un sistema di valori a cui tendere piuttosto che una realtà data per certa.

Democrazia e Salute Mentale sono due beni pregressi e indivisibili. Ci si accorge della loro importanza quando ne siamo privati, quando si perdono o sono a rischio.

Iniziamo riflettendo sulla democrazia…

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Autori dell'articolo

Raffaele Barone

Raffaele Barone

Psichiatra, Psicoterapeuta, Gruppanalista, Psicoanalista individuale, familiare e di gruppo, Promoter sviluppo Locale, Influencer e Blogger. Inoltre è Relatore e Docente in numerosi Corsi di formazione ECM, Congressi in Italia e all’estero . È autore, con altri, di numerosi articoli e pubblicazioni.

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Il GPMF e l’Open Dialogue: strumenti di una psicoterapia di comunità

Il GPMF e l’Open Dialogue: strumenti di una psicoterapia di comunità

Riassunto 

Gli autori in questo articolo propongono una riflessione sul rapporto tra il Gruppo di Psicoanalisi Multifamiliare (GPMF) ed altri strumenti clinici e dispositivi terapeutici, quali l’Open Dialogue, la Comunità Terapeutica Democratica e le azioni di inclusione sociale e lavorativa, all’interno di un Servizio di Salute Mentale fondato su un’ottica di Psicoterapia di Comunità a sostegno della Recovery delle persone con patologia psichiatrica grave.

Il GPMF e l’Open Dialogue, lavorando sulla relazione nel “qui ed ora”, sulla dimensione emotiva, sulla partecipazione, pongono al centro dell’intervento la persona sofferente, la famiglia, gli operatori, contribuendo a valorizzare e sviluppare in modo significativo le loro risorse. Ciò determina un cambiamento nell’individuo, nella famiglia e nel gruppo di lavoro e una trasformazione nella cultura del Servizio di Salute Mentale in senso democratico, e della comunità locale.

Il Servizio diventa esso stesso una Comunità Terapeutica Democratica, aperta al dialogo, alla relazione, per promuovere la salute mentale come bene comune.Parole chiave: gruppoanalisi, Psicoanalisi Multifamiliare, Open Dialogue, psicoterapia di comunità, recovery, salute mentale di comunità.

 

Introduzione 

Le riflessioni che argomentiamo in questo articolo nascono dall’esperienza che si sta sviluppando nel Servizio di Salute Mentale di Caltagirone-Palagonia. Riteniamo utile una premessa relativa al territorio cui ci riferiamo, che permetta di contestualizzare le riflessioni inserendole nel contesto territoriale, politico e sociale nel quale hanno avuto origine.

Il Servizio di Salute Mentale di Caltagirone-Palagonia insiste sul territorio siciliano, nel Comprensorio Calatino Sud Simeto, il quale accoglie una popolazione di circa 144.000 abitanti distribuiti in 15 Comuni, la cui economia è prevalentemente caratterizzata da agricoltura, artigianato, servizi e turismo e dove sono presenti due Distretti Socio Sanitari e due Piani di Zona.

Il modulo dipartimentale di Caltagirone-Palagonia è composto da due Centri di Salute Mentale, 10 ambulatori territoriali con équipe multidisciplinare, due Centri Diurni, un SPDC, una Comunità Terapeutica Pubblica, una REMS, un Centro per la psicoterapia familiare e di comunità e per l’inclusione socio-lavorativa (SILS), un Ser.T, un Servizio di Neuropsichiatria Infantile.

Il Comprensorio è un territorio dove storicamente si sono sviluppate pratiche innovative nel campo della Salute Mentale e di Comunità, fondate su un costante lavorio di integrazione tra i Servizi di Salute Mentale, gli Enti Locali, la Rete delle Associazioni e la Rete del Privato Sociale, la Rete delle Associazioni dei familiari e utenti connesse con istituzioni scientifico-professionali note a livello nazionale e internazionale. Il Servizio di Salute Mentale ha attivato una collaborazione con l’Università di Catania per definire protocolli di ricerca sui GPMF, sull’IPS, sul Recovery.

 

I GPMF e l’Open Dialogue in un modello di DSM integrato e democratico

L’ipotesi che vogliamo sostenere è che il GPMF possa estrinsecare ancor più la propria valenza terapeutica se integrato con altri dispositivi tra i quali primariamente l’Open Dialogue, il modello IPS di supporto individuale all’impiego, la Comunità Terapeutica Democratica, in un DSM orientato al Recovery e ad un’ottica di Psicoterapia di Comunità.

I principi fondativi che animano tali dispositivi terapeutici hanno tra loro, come vedremo di seguito, importanti punti di contatto che li rendono significativamente compatibili e complementari nel sostenere i processi di cura delle persone con sofferenza psichica e nel favorire lo sviluppo di Servizi di Salute Mentale democratici…

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Autori dell'articolo

Angelita Volpe

Angelita Volpe

Lavora come supervisore clinico presso diverse comunità terapeutiche e servizi residenziali in Sicilia. È membro del Laboratorio di gruppoanalisi e docente nella Scuola di Specializzazione in Psicoterapia della COIRAG sede di Palermo.

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