Il GPMF e l’Open Dialogue: strumenti di una psicoterapia di comunità

Riassunto 

Gli autori in questo articolo propongono una riflessione sul rapporto tra il Gruppo di Psicoanalisi Multifamiliare (GPMF) ed altri strumenti clinici e dispositivi terapeutici, quali l’Open Dialogue, la Comunità Terapeutica Democratica e le azioni di inclusione sociale e lavorativa, all’interno di un Servizio di Salute Mentale fondato su un’ottica di Psicoterapia di Comunità a sostegno della Recovery delle persone con patologia psichiatrica grave.

Il GPMF e l’Open Dialogue, lavorando sulla relazione nel “qui ed ora”, sulla dimensione emotiva, sulla partecipazione, pongono al centro dell’intervento la persona sofferente, la famiglia, gli operatori, contribuendo a valorizzare e sviluppare in modo significativo le loro risorse. Ciò determina un cambiamento nell’individuo, nella famiglia e nel gruppo di lavoro e una trasformazione nella cultura del Servizio di Salute Mentale in senso democratico, e della comunità locale.

Il Servizio diventa esso stesso una Comunità Terapeutica Democratica, aperta al dialogo, alla relazione, per promuovere la salute mentale come bene comune.Parole chiave: gruppoanalisi, Psicoanalisi Multifamiliare, Open Dialogue, psicoterapia di comunità, recovery, salute mentale di comunità.

 

Introduzione 

Le riflessioni che argomentiamo in questo articolo nascono dall’esperienza che si sta sviluppando nel Servizio di Salute Mentale di Caltagirone-Palagonia. Riteniamo utile una premessa relativa al territorio cui ci riferiamo, che permetta di contestualizzare le riflessioni inserendole nel contesto territoriale, politico e sociale nel quale hanno avuto origine.

Il Servizio di Salute Mentale di Caltagirone-Palagonia insiste sul territorio siciliano, nel Comprensorio Calatino Sud Simeto, il quale accoglie una popolazione di circa 144.000 abitanti distribuiti in 15 Comuni, la cui economia è prevalentemente caratterizzata da agricoltura, artigianato, servizi e turismo e dove sono presenti due Distretti Socio Sanitari e due Piani di Zona.

Il modulo dipartimentale di Caltagirone-Palagonia è composto da due Centri di Salute Mentale, 10 ambulatori territoriali con équipe multidisciplinare, due Centri Diurni, un SPDC, una Comunità Terapeutica Pubblica, una REMS, un Centro per la psicoterapia familiare e di comunità e per l’inclusione socio-lavorativa (SILS), un Ser.T, un Servizio di Neuropsichiatria Infantile.

Il Comprensorio è un territorio dove storicamente si sono sviluppate pratiche innovative nel campo della Salute Mentale e di Comunità, fondate su un costante lavorio di integrazione tra i Servizi di Salute Mentale, gli Enti Locali, la Rete delle Associazioni e la Rete del Privato Sociale, la Rete delle Associazioni dei familiari e utenti connesse con istituzioni scientifico-professionali note a livello nazionale e internazionale. Il Servizio di Salute Mentale ha attivato una collaborazione con l’Università di Catania per definire protocolli di ricerca sui GPMF, sull’IPS, sul Recovery.

 

I GPMF e l’Open Dialogue in un modello di DSM integrato e democratico

L’ipotesi che vogliamo sostenere è che il GPMF possa estrinsecare ancor più la propria valenza terapeutica se integrato con altri dispositivi tra i quali primariamente l’Open Dialogue, il modello IPS di supporto individuale all’impiego, la Comunità Terapeutica Democratica, in un DSM orientato al Recovery e ad un’ottica di Psicoterapia di Comunità.

I principi fondativi che animano tali dispositivi terapeutici hanno tra loro, come vedremo di seguito, importanti punti di contatto che li rendono significativamente compatibili e complementari nel sostenere i processi di cura delle persone con sofferenza psichica e nel favorire lo sviluppo di Servizi di Salute Mentale democratici…

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Autori dell'articolo

Angelita Volpe

Angelita Volpe

Lavora come supervisore clinico presso diverse comunità terapeutiche e servizi residenziali in Sicilia. È membro del Laboratorio di gruppoanalisi e docente nella Scuola di Specializzazione in Psicoterapia della COIRAG sede di Palermo.

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